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e-COMMERCE Tutto quello che devi sapere


e-COMMERCE La guida definitiva per principianti


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Introduzione
Il “funnel” nel marketing è il percorso che si impone ai clienti per arrivare all'acquisto del prodotto commercializzato. Il funnel è composto da diversi step. In letteratura sono riportati diversi percorsi funzionanti. Le differenze nei percorsi, che vengono adottati dalle aziende, sono la "causa" principale del variare degli step che il cliente deve "superare" per concludere l'acquisto. Perché è importante progettare funnel? Un funnel progettato nei minimi dettagli permette di capire dove i clienti incontrano difficoltà per concludere l’acquisto.

Il “funnel” è un termine inglese che significa “imbuto”, e viene spesso associato a termini come acquisto, vendita, conversione. Rappresenta il processo di interazione che avviene tra gli utenti ed un portale web. Il modello del funnel è applicabile alla quasi totalità dei siti web, ma risulta essere valido soprattutto in rapporto ad un e-commerce, alle landing page, a tutti quei siti e quelle pagine che come scopo hanno quello di trasformare un semplice visitatore in un cliente. Nello specifico, quando si parla di funnel applicato all’Inbound Marketing o al Content Marketing, si citano solitamente questi 3 termini:

  • TOFU (Top of the Funnel)
  • MOFU (Middle of the Funnel)
  • BOFU (Bottom of the Funnel)
Ciò significa che in cima all’imbuto si trovano i contenuti che portano traffico al sito web, senza alcuna barriera all’ingresso. Ottenuto il traffico, questo viene canalizzato verso contenuti TOFU, utili a generare lead. Seguono i MOFU, ovvero i contenuti utili a trasformare i lead in prospect. E finalmente, arrivano i contenuti BOFU, cioè quelli che generano poi le tanto ambite vendite.
Trasformare un semplice visitatore in un cliente non è però un processo fulmineo. Il processo di funnel può infatti essere visto come un percorso a tappe in cui guidare l'utente.)

Progettare il funnel perfetto deve essere l’obbiettivo di ogni azienda. No funnel, no business.

Il funnel di conversione può essere sintetizzato in 3 macro step:
  • far conoscere la propria azienda
  • far conoscere il prodotto
  • vendere il prodotto

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1 - Far conoscere la propria azienda. Come far conoscere la propria azienda.
La prima necessità per un’azienda è quella di farsi conoscere. Più saranno i potenziali clienti con cui si riuscirà ad entrare in contatto e possibilmente ad interagire, più clienti entreranno nel nostro funnel e maggiori saranno i clienti che concluderanno un acquisto. Oggi, grazie all’uso di internet chiunque può far conoscere la propria azienda. L'utilizzo della tecnologia infatti ha portato negli ultimi anni grossi benefici a tutte quelle aziende che hanno investito nel mondo del web. Del resto, se ci pensiamo bene, comodamente seduti da casa o da qualsiasi altro posto, con un tablet o con un telefonino di ultima generazione, possiamo cercare di tutto nel web, leggere e tenerci informati, confrontare prezzi e modalità di pagamento senza perdere troppo tempo. Un sito web quindi è sicuramente il punto di partenza ideale per far conoscere la propria azienda.
I potenziali clienti infatti scansionano in continuazione gli annunci pubblicitari presenti in rete, gli articoli pubblicati nei Blog, le fotografie, il nostro materiale come quello dei nostri concorrenti. Tutto noi siamo continuamente bombardati da comunicazioni scritte e da avvisi grafici. Ecco perché il nostro messaggio, proprio in questa fase di “far conoscere la propria azienda”, deve per forza di cose essere il più diretto ed esaustivo possibile.
Indicare da subito e in ogni micromomento della conversione cosa il cliente deve fare, così da non rischiare di perdere il cliente nel corso del processo di funnel. Quando si crea un post, ancor di più se parliamo di post sponsorizzati, inoltre bisogna prestare molta attenzione all’immagine. L’immagine deve essere di per sé quanto più esaustiva possibile e rappresentare al meglio il prodotto. Il testo a disposizione sui post deve essere sintetico ma allo stesso tempo deve trasferire i concetti che il cliente troverà all’interno del post.

Imparare ad utilizzare le giuste call to action. Una call-to-action deve, per essere funzionale alla conversione, rappresentare un “imperativo” per il visitatore. Iscriviti ora, Scarica adesso o Ricevi lo sconto sono solo alcuni degli accoppiamenti più efficaci e diffusi. Cosa hanno in comune queste frasi? Hanno in comune l’utilizzo di un verbo, l’imperativo. L’imperativo, grammaticalmente descrive infatti una forma di invito, e verso l’utente questo si traduce nell’attuazione di un comportamento, indirizzato, consigliato o semplicemente esortato. Utilizzando l’imperativo, in più, stimoliamo quello che è il nostro istinto primordiale: la curiosità di scoprire. La call to action ideale però non esiste, ogni nostra call to action deve essere migliorata nel tempo effettuando dei test A/B. Lo stesso post infatti potrebbe essere scritto diversamente o con un’altra call to action, in questo modo verrà trasferito lo stesso messaggio risparmiando magari preziosi caratteri.
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Con questo tipo di post intercetteremo due target: gli addetti ai lavori tramite la parola funnel e gli imprenditori tramite la parola azienda incuriositi magari da qualcosa che non conoscono o di cui hanno sentito parlare ma non ne conoscono il significato. Le call to action utilizzate, come abbiamo già avuto modo di vedere, sono entrambe tra le più diffuse e invitano il cliente a cliccare sul post. Le parole scelte per “il post” vanno studiate in base al target, all’azienda che pubblica a ciò che si vuole ottenere.

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2 - Far conoscere il proprio prodotto. Come far conoscere il proprio prodotto.
L’apparente semplicità di internet e la sua immediatezza, possono far pensare che far conoscere il prodotto sia un’attività tutto sommato semplice. Ma lanciare un prodotto richiede può in realtà essere molto complicato. In primo luogo bisogna capire e intercettare il target di riferimento.
A chi vogliamo vendere il nostro prodotto? Solo dopo aver risposto a questa domanda sarà possibile decidere che tipo di messaggio e quali canali di promozione utilizzare.
Sono teenager? Sono persone anziane? Sono un’associazione di cucina? Sono per la maggior parte donne? Usano facebook? I blog? Seguono dei forum particolari per essere informati? Che esigenze hanno?
Compreso chi sono i miei futuri clienti e dove sono, deciso cosa posso fare io per migliorare la loro vita, è il momento di progettare e realizzare valore aggiunto da offrire ai futuri clienti. Possiamo scrivere articoli utili a chi li legge, possiamo proporre delle interviste ad opinion leader del mercato di riferimento. Ovviamente il mercato di riferimento extra internet non deve mai essere tralasciato e trascurato. L’uso di azioni gratuite, come il regalare articoli di qualità, aumenta la visibilità, l’attenzione, crea fiducia attorno al brand e quindi sul prodotto che vogliamo promuovere.
Dopo esserci fatti conoscere e il momento di creare un dialogo interessante e costruttivo con le persone, utilizzando ogni mezzo possibile: newsletter e commenti vanno bene entrambi, ma tutto deve essere concepito in modo informale e diverso dal solito messaggio aziendale impettito.

Il caso: Google Maps sempre più Social, i tassisti romani
"Condividere è importante, per questo abbiamo reso semplice la condivisione degli elenchi via messaggio, email, social network e attraverso le app di messaggistica più usate. Ogni volta che amici e parenti vengono in città, cliccate sul tasto per la condivisione e tirate fuori tutto ciò conoscete del posto. Chi riceve il link potrà fare clic su "Segui" per attingere all'elenco dei vostri luoghi preferiti ogni volta che ne avrà bisogno", spiega Zach Maier, Product Manager, Google Maps. Grazie agli elenchi, si possono inserire su Maps luoghi di rilevanza storica, ristoranti, negozi e tanti altri punti di interesse. La nuova funzionalità è attiva per tutti gli utenti iOS e Android L’applicazione Google Maps ha introdotto il supporto ufficiale ad alcuni servizi di ride sharing attivi in tutto il mondo: 99Taxis in Brasile, Ola Cabs in India, Hailo nel Regno unito e in Spagna, mytaxi in Germania e in Spagna, Gett nel Regno Unito. Questi si aggiungono a Uber, con gli utenti della piattaforma che possono prenotare in modo quasi immediato una corsa uberX, uberXL o UberBLACK direttamente all’interno dell’app. Per capire in che modo avviene l’integrazione è sufficiente dare un’occhiata all’ecosistema dell’app, molto ben studiata e particolarmente intuitiva. Cercando una destinazione da raggiungere, oltre alle opzioni relative agli spostamenti in auto, utilizzando i mezzi del trasporto pubblico e a piedi viene ora mostrata una quarta scheda, evidenziata con un cerchio bianco, relativa proprio al ride sharing. Al suo interno sono raccolte le indicazioni sui servizi disponibili, informazioni sul tempo previsto di attesa e sulla spesa da sostenere per il viaggio. In pochi passaggi sarà possibile prenotare la corsa ed essere raggiunti dall’auto.

3 - Vendere prodotti online. Come vendere prodotti online.
I Successivi paragrafi sono dedicati alla vendita e al monitoraggio del flusso dei visitatori. Il monitoraggio e l’analisi dei dati servono per migliorare le permormance di conversione (macro e micro).

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4 - Il CRM. CRM significato.
Il CRM è il fulcro della strategia aziendale orientata alla creazione, allo sviluppo e al mantenimento di relazioni di qualità e di lungo periodo con i clienti, in particolare con quelli di maggior valore dell'azienda.
Un sistema CRM risulta particolarmente utile nel caso in cui si voglia tracciare uno storico delle interazioni tra azienda e clienti e condividere queste informazioni all’interno di un unico ecosistema di lavoro.
Alla base della strategia CRM, troviamo dunque un'impostazione di tipo culturale, in grado di indirizzare verso la miglior gestione dei processi aziendali. Più che di innovazione tecnologica quindi, il Customer Relationship Management è il frutto di un’evoluzione culturale della filosofia aziendale. Alla base del CRM troviamo un nuovo tipo di approccio integrato, che possa coinvolgere tutto il personale e le risorse aziendali.

5 - Piattaforme e-commerce: Joomla, Woocommerce e Prestashop
Un e-commerce è un sito web orientato alla vendita. I vantaggi del Commercio Elettronico sono molteplici, sia per quanto riguarda l’azienda sia per i suoi clienti. Grazie ad un e-ommerce è possibile per un utente poter acquistare beni e servizi messi in vendita da una determinata azienda, in qualunque parte del mondo, senza doversi muovere dal proprio ufficio.
Vedi il prodotto > metti in carrello il prodotto > paga il prodotto.

Un E-commerce, senza tanti giri di parole, deve dare la possibilità di vedere il prodotto in vendita, deve fare in modo che il cliente possa facilmente mettere il prodotto da acquistare nel “carrello”, e deve mostrarmi chiaramente come e dove pagare il prodotto che si sta acquistando.
Se dobbiamo parlare in termini basilari di cosa sia e di come funzioni un E-Commerce, Woocommerce, Prestashop, una piattaforma CMS Joomla, dedicata al commercio elettronico, lo schema che abbiamo riportato è sicuramente una delle schematizzazioni più semplici e intuitive. Una volta chiarito questo concetto di fondo possiamo analizzare i pro e i contro nella scelta di una piattaforma di E-Commerce piuttosto che di un’altra.
Al giorno d’oggi esistono sul mercato diverse piattaforme CMS, ma allo stato attuale esiste una piattaforma dedicata agli e-commerce che secondo tanti critici sarebbe dotata di potenzialità addirittura superiori a quelle di Wordpress. Stiamo parlando di Joomla, un CMS nato nel 2005 da una costola di Mambo, pubblicato con licenza open source GNU GPL v.2 e sviluppato in PHP. Per funzionare joomla non richiede particolari caratteristiche. É sufficiente un server con supporto PHP e un database MySQL.

Joomla, nonostante alcune “zona d’ombra” come la user experience e le ridotte possibilità di intervenire sul codice, rappresenta la piattaforma ideale per sviluppare un portale o un sito web che sfugga all’ormai classica organizzazione temporale. Inoltre Joomla tra i suoi punti di forza puà vantare una community vivace e attenta.
Joomla VS Wordpress. Il Grosso svantaggio di Joomla rimane quello di non essere facilmente intuibile da utenti con poca esperienza di programmazione.
WooCommerce è un noto plugin di WordPress che consente di trasformare un blog, in un vero e proprio Negozio Online. La sua semplicità d’uso, ma soprattutto la possibilità di estenderlo ed integrarlo tramite moduli, ha fatto si che WooCommerce sia diventato uno degli strumenti di e-commerce, gratuiti, più sfruttati.
L’installazione del plug-in è molto semplice. Una volta ricercato all’interno del catalogo plugin di Wordpress infatti, sarà sufficiente installarlo. Dopo di che sarà lo stesso WooCommerce a guidare l’utente nella configurazione tra le altre cose: delle pagine del negozio, della località, delle impostazioni di spedizione.

Grazie a Woocommerce sarà inoltre possibile suddividere i prodotti in categorie e sottocategorie, corredare i prodotti con l’aggiunta di Tag, cosi da ritrovarli poi più facilmente anche tramite i motori di ricerca.
In conclusione; Woocommerce è senza ombra di dubbio un ottimo strumento per chi si voglia dedicare alla vendita online di prodotti. Facilmente utilizzabile, sia per gli utenti sia dal gestore.
Dopo Joomla, dopo il plugin di Wordpress Woocommerce, non potevamo non parlare di quella che secondo la maggior parte degli esperti è la miglior piattaforma opensource dedicata al commercio elettroniche. Prestashop è una piattaforma di E-commerce caratterizzata dalla grande semplicità di utilizzo, con diverse e utili funzioni integrate e garantito inoltre da certificato SSL.
Nato nel 2007, Prestashop ha rivoluzionato in pochi anni l’industria dei software per la vendita online, portando una visione user friendly in un panorama dominato dalla complessità all’approccio della gestione di un negozio online.
Con ben 400 idiomi linguistici supportati, un sistema di email automatico ai clienti, la possibilità di integrare diverse forme di pagamento in modo sicuro, di gestire il magazzino, l’iscrizione dei clienti e la gestione completa degli ordini Prestashop ha rappresentato la soluzione ideale per migliaia di negozi online.
A differenza degli altri E- Commerce, Prestashop presenta tra le sue caratteristiche di base diverse funzionalità di ottimizzazione SEO. La funzione di personalizzazione dei titoli seo e di ottimizzazione delle meta descrizioni è molto semplice e intuitiva, così da permettere la creazioni di URL funzionali al lavoro di ottimizzazione per i motori di ricerca.
È possibile inoltre installare una serie di moduli aggiuntivi, come la funzione redirect 301, una sitemap più avanzata, la gestione dei tag, gli avvisi su contenuti doppi, è svolgere cosi un vero e proprio lavoro di ottimizzazione seo.

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6 - Social Network per farsi conoscere, per l’assistenza al cliente (customer care), per la fidelizzazione del cliente
Dopo averti conosciuto, le persone devono amare il tuo prodotto/servizio. Di base ci deve essere una certa affinità tra quello che offri tu e il gradimento che riesci a generare nel tuo target di riferimento. Puoi essere anche il migliore, ma se non trovi il modo di farti conoscere e di farti apprezzare non andrai lontano. Oggi la forza di un Brand è valutata, anche e soprattutto, rapportata alla sua presenza sui social media.
Cosa sono i Social Network? I social sono la scorciatoia per ottenere il contatto intimo, amichevole e diretto con milioni di potenziali clienti. L'obbiettivo è a basso costo e a portata di click. Oggi le aziende hanno la possibilità di portare via etere la vetrina del proprio negozio, abbattendo costi e allargando a dismisura il proprio potenziale bacino di vendita.

Wikipedia. L’enciclopedia Free che guadagna attraverso le donazioni
Come recita Wikipedia, il “Customer Relationship Management” è da intendersi come “la strategia largamente diffusa con la quale si gestisce la relazione tra azienda e persone, clienti e potenziali acquirenti”, una strategia rivolta ad acquisire, fidelizzare, incrementare le relazioni con i clienti” I Social Media sono i nuovi strumenti di CRM.
“Il CRM” continua Wikipedia “è un concetto strettamente legato alla strategia, alla comunicazione, all’integrazione tra i processi aziendali, alle persone ed alla cultura, che pone il cliente al centro dell’attenzione sia nel caso del business-to-business sia in quello del business-to-consumer.”

La definizione è ottimamente applicabile anche ai social media, poiché questi, se utilizzati secondo le migliori pratiche testate, sono per loro natura necessariamente “customer-oriented”, pongono la comunità, i fan, i follower e la community più in generale, al centro dell’attenzione.
Come tutti gli strumenti però, anche i social media hanno bisogno di competenze specifiche per essere utilizzati. I tanti nativi analogici, i meno avvezzi ad implementare il proprio business attraverso competenze digitali, risulteranno sicuramente spiazzati da questo tipo di concetti. Per loro sarà sicuramente più complicato comprendere che “la vera rivoluzione sarà quella di riuscire a presentare il proprio prodotto su un oggetto che oggi potremo definire qualcosa di intimo e personale.

Il post perfetto su Facebook. Il post virale
Come creare il post perfetto per Facebook? Come creare un post virale? Esistono sicuramente una serie di elementi e di strategie che, se ben mixate tra di loro possono avvicinare di molto all'idea di perfezione. Scrivere un post su Facebook e condividere un messaggio commerciale, è un’azione apparentemente semplice. Chiunque abbia superato le scuole dell'obbligo è in grado di scrivere, ma scrivere bene, rendere un messaggio possibilmente virale, ottenere condivisioni e interazioni, alla prova dei fatti è sicuramente più difficile di quanto possa sembrare.
A riguardo, la nota azienda informatica statunitense TrackMaven, ha analizzato più di un milione e mezzo di post da circa 6000 pagine Facebook e realizzato una guida contenente alcune idee per migliorare il livello di engagement (interazione) generato dai post stessi.
Volendo immaginare il post perfetto su Facebook e facendolo da un punto di vista puramente statistico, grande importanza andrebbe data alla parola. La comunicazione scritta continua a rappresentare la base di una comunicazione di successo. I post con più di 80 parole infatti, se ben scritti, ottengono due volte l’interazione degli altri. I post contenenti immagini invece ottengono circa il 37% di interazione in più rispetto a quelli contenenti solo testo. Combina sempre il tuo messaggio a una bella immagine per ottenere risultati migliori.
Particolare attenzione va riposta anche nei confronti dell’orario e dei competitor già presenti sul mercato digitale. Secondo TrackMaven meno del 18% dei post vengono pubblicati durante il weekend, ma in realtà i contenuti del fine settimana ottengono un’interazione maggiore. Cosi come maggiore è l’interazione nei confronti dei messaggi contenenti #hashtag. Circa il 60% in più di interazioni.

7 - Il Blog. Cos’è un BLOG? Come creare un blog.
Un blog è un sito web i cui contenuti sono visualizzati in forma cronologica; in genere è gestito da uno o più blogger che pubblicano periodicamente contenuti multimediali o testuali, sotto forma di articoli o post. E soprattutto i contenuti del post devono essere aggiornati con costanza quasi quotidiana.
Per quale motivo aprire un blog? Aprire e gestire un blog ha in primo luogo dei costi molto bassi e grazie ad una struttura di amministrazione particolarmente semplice il suo utilizzo risulta essere immediato. Dal punto di vista dell’indicizzazione inoltre, un blog si posiziona sui motori di ricerca mediamente meglio rispetto ad un sito web tradizionale, i contenuti del blog possono essere facilmente condivisi sui vari social media e possono quindi generare vere e proprie discussioni. Che dobbiamo essere in grado di moderare e monitorare. Questo ci permette di porci quali interlocutori autorevoli nei loro confronti. Aumentando il nostro brand awereness e migliorando il grado di fiducia che riusciamo a comunicare. Un cliente che si fida di noi, della nostra comunicazione, che apprezza i nostri articoli, sarà sicuramente più invogliato ad acquistare anche i nostri prodotti.
Come gestire un blog? In primo luogo con dei contenuti di qualità. Dobbiamo sempre premiare la fiducia dei nostri lettori/clienti, con contenuti inediti e di qualità. Contenuti che difficilmente potrebbero essere già stati letti.
Le interviste sono un’ottima tipologia di contenuti. Inedite, con argomenti di qualità, e capaci di “ripagare” la voglia di notorietà di alcuni lettori. Le interviste sono quindi un ottimo strumento di “creazione influencer”.

I contenuti devono essere scritti con un linguaggio semplice e comprensibile a tutti. Preferiamo un linguaggio confidenziale ed evitiamo per quanto possibile i tecnicismi. Attenzione alla grammatica.

Se non avete tempo, se non riuscite ad aggiornare costantemente il vostro blog, lasciate perdere questo strumento di comunicazione. Un blog aziendale non aggiornato comunica poca serietà e scarsa professionalità.

Fare blogging è fondamentale attraverso la pubblicazione di articoli specifici puoi intercettare quelle che sono le ricerche dei tuoi potenziali clienti. Le persone che vanno su Google fanno delle ricerche e se hai scritto bene e se hai lavorato bene con il tuo blog e ovviamente anche con una buona ottimizzazione SEO, puoi ottenere buoni risultati e posizionarti. In questo modo ti fai trovare dalle persone giuste intercetti il pubblico che può diventare potenziale cliente e metti in pratica quelle che sono le regole fondamentale dell’inbount marketing “farsi trovare dalle persone giuste nel momento in cui hanno bisogno di te”

Rispondere alle domande e alle richieste di aiuto è sicuramente una buona pratica. Rispondere sempre ai commenti, anche solo per ringraziare. I commenti di qualità inoltre danno ottimi spunti di riflessione e nello stesso tempo aiutano a posizionare meglio l’articolo sui motori di ricerca. Non tutti i commenti saranno positivi. Rispondere sempre con educazione e professionalità ai commenti negativi è sintomo di professionalità. Cancella solo lo spam, questo tipo di commenti possono danneggiare la reputazione del blog agli “occhi” dei motori di ricerca.
Non essere autoreferenziale. Un blog aziendale deve essere un valore aggiunto per la tua comunità di lettori, non una vetrina pubblicitaria dei tuoi servizi e dei tuoi prodotti.

Il SEO. Studiare come posizionarsi nella ricerca organica è fondamentale. Purtroppo per far aumentare nel tempo il traffico e avere un flusso costante sul proprio sito non basta “saper scrivere bene”.

* significato di brand awareness: capacità dei consumatori di riconoscere un marchio e di associarlo correttamente a un prodotto, a una linea di prodotti o a un'impresa.
** inbound marketing è una metodologia che raggruppa tutti gli strumenti e tattiche che sono proprie del web marketing (sito web, blog, Socia Media, SEO, Adwords, ADS, landing page...) con l'obiettivo di portare i visitatori sul sito web, convertirli in contatti del database (lead generation), segmentarli in base alle interazioni con i contenuti che presentiamo sul sito, sui social network e nelle newsletter, per alimentarli successivamente nel modo corretto, con l'obiettivo di trasformali in clienti, aumentando il fatturato dell'azienda.

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8 - La landing page perfetta. Come creare una landing page efficace.
Una landing page non è altro che una “pagina di atterraggio”. Un luogo dell’etere internettiano raggiungibile dagli utenti attraverso i risultati di ricerca, siano essi organici o sponsorizzati. Una volta che l’utente è atterrato sulla pagina, l’obiettivo dell’azienda deve essere quello di indurre l’utente ad eseguire un’azione specifica. Richiedere un preventivo, avere ulteriori informazioni sul prodotto, acquistare un bene, sono tutte call che devono portare in ultima battuta alla conversione.
Anche in questo caso è importantissimo che il numero di utenti che cadono nel funnel sia quanto più elevato possibile. Quanti più utenti unici effettueranno l’azione desiderata infatti, tanto più alto sarà il tasso di conversione.
Come possiamo creare la landing page perfetta. Come per tutto cià che riguarda le nuove tecnologie e le professioni che operano sul web, non può esistere una risposta sicura. É comunque possibile individuare una serie di punti che potrebbero aiutare.
In primo luogo bisogna utilizzare titoli puliti e minimali. L’attenzione dell’utente deve sempre essere focalizzata sull’obiettivo che si vuole raggiungere. Per questo motivo bisogna evitare titoli vaghi, confusi o generici. Questa tpologia di H1 presentano infatti un’alta frequenza di rimbalzo. I titoli devono essere chiari, concisi e specifici.
Particolare attenzione va posta nei confronti della grammatica. Utilizzare periodi brevi e di forte impatto comunicativo può aiutare ad aumentare il tasso di conversione.
Anche per quanto riguarda le landing page, è fondamentale l’uso delle call to action “above the fold”, inserite nella parte immediatamente visibile di un sito, prima dello scroll. Scarica Ora, Registrati subito, Diventa Fan, sono ottimi metodi per aumentare le conversioni.

Video e colori. Sappiamo bene che i colori rivestono un ruolo fondamentale nella comunicazione dei messaggi. I pulsanti di invito all’azione vanno inseriti con i colori giusti e sempre vicino alle “calls to action”. I pulsanti gialli, arancioni e rossi attraggono l’attenzione del lettore. Attenzione ai link. Dare la possibilità di navigare val di fuori della landing page potrebbe danneggiare il tasso di conversione della campagna. Anche usare video ed immagini strettamente correlate al testo della “landing page” può migliorare il roi e aumentare il conversion rate.

9 - I call center.
L’era dei centralini telefonici, dei grandi call center, una volta esploso definitivamente il fenomeno web, sembravano destinati ad un rapido declino. Ma così non è stato. I centralini telefonici sono stati ingegnerizzati, così da poter supportare una mole di chiamate sempre crescente. Con la crescita dei possibili mercati sono infatti aumentati anche le possibili richieste di contatto telefonico. Il web, la crescita delle landing page, quindi, non hanno sancito la morte del contatto telefonico. Anzi. La gestione integrata di fonia e dati supportata dall'automazione consente oggi un nuovo modo di controllo gerarchico e una migliore profilazione del chiamante o del chiamato, integrata e una ulteriore automazione dei flussi informativi che vengono attivati in base all’anagrafica e a tutto lo storico legato alla persona con cui l’azienda o il centro chiamate ha stabilità l’avvio di una relazione. Una landing page che si rispetti deve fornire un numero verde a pagamento o non (o almeno un numero per l’assistenza, anche quello dell’azienda).

10 - Email marketing.
Dare la possibilità al potenziale cliente di provare il servizio è un punto di fondamentale importanza. Fai testare i tuoi prodotti o i tuoi servizi, dando garanzie senza grandi rischi da parte tua. Questo ti permetterà di creare fiducia sulla base di una prova concreta. L’email marketing è uno dei mezzi più efficaci per informare i clienti.
Per gestire le relazioni con i clienti, le campagne di email marketing, monitorare il fatturato di ogni prodotto un’azienda può dotarsi di CRM.
Cos’è il CRM Customer Relationshio Management, ovvero il gestore delle relazioni con i clienti.
Con l’espandersi del web il direct marketing è profondamente cambiato. Tecniche e regole sono state profondamente influenzate dall’evolversi della tecnologia. Ha preso cosi piede una nuova branca del direct marketing, l’email marketing. Le tecniche di mail marketing hanno preso velocemente piede grazie ai notevoli vantaggi insiti in questo tipo di strategia.
Volantinaggio, spot radiofonici e televisivi, articoli pubblicitari, sono tutti strumenti che hanno, per loro stessa natura, un enorme difetto: sono monodirezionali e spesso sono particolarmente costosi. In pratica l’azienda con questo tipo di strumenti comunica con noi ma non può avvenire il contrario. Questo fa sì che il potenziale cliente si senta isolato nella scelta, poco curato. Una situazione che mette a rischio la conversione. L’email marketing nasce proprio per risolvere questo tipo di problemi e di migliorare il proprio ROI. In primo luogo è economico. Spedire un’email è infinitamente più economico, rispetto ad attuare qualunque altra forma di comunicazione applicabile. È istantaneo e flessibile. Le email arrivano immediatamente, al contrario di altre forme di comunicazione, ed è possibile, attraverso il CRM scegliere l’orario d’invio. Inoltre, inserendo all’interno della mail appositi link è possibile scoprire dove cliccano i nostri clienti e quindi scoprire se hanno dei bisogni particolari che possiamo soddisfare.
Con una strategia di mail marketing è possibile: inoltrare diversi tipi di messaggio a un numero di utenti ristretto, cosi da valutare quale tipologia di contenuto si adatta meglio al prodotto e al target; è possibile profilare i messaggi per differenti categorie di utenti, in modo che ognuno riceva la mail più indicata alle proprie esigenze.
È possibile modificare la mail anche durante la campagna. Oramai è diffuso il test A/B. Il test A/B permette di verificare e migliorare l’efficacia della mail e quindi della campagna di mail marketing. Come si effettua un test A/B? All’interno del CRM si creano due (o più) gruppi di clienti. Si inviano due mail differenti, una per gruppo, ma molto simili tra loro. Ad es. si cambia la posizione o il colore del tasto “acquista”. Per continuare la campagna viene scelta la mail più performante ovvero quella che ha ottenuto più conversioni.

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11 - Tool. Hootsuite, Smartlook, Google analytics
Rispetto a qualche tempo fa, chi si occupa professionalmente di digital marketing può giovarsi di un’infinita di tool specifici. Si va dai tool, come hootsuite, pensati e sviluppati per agevolare e migliorare il lavoro dei professionisti del social media marketing, ai tool di monitoraggio, come il tool di casa google Analytics, per finire ai tool di indagine, come smartlook.
Hootsuite tool è un punto di riferimento per chi lavora nel mondo dei social media. Hootsuite però non serve solo ad aggiornare i tuoi profili, e non viene incontro esclusivamente alle necessità di chi deve gestire i contenuti: è perfetto anche per la tua attività di blogger outreach. Hootsuite è un’applicazione freemium (base gratis, funzioni extra a pagamento) che ti permette di gestire diversi canali social attraverso un sistema di streaming. Ogni progetto ha una scheda che può essere divisa in diverse colonne e diversificata in base al social selezionato.
Grazie ad hootsuite è possibile sfruttare appieno le tante potenzialità insite in social diversi. Google +, Linkedin, Twitter, Facebook, Instagram e Tumblr sono solo alcune delle piattaforme social che possono essere gestite attraverso la dashboard di Hootsuite. Esaminiamo il caso dell’utilizzo di Hootsuite per la gestione di un profilo twitter. Hootsuite, come abbiamo già sottolineato, è una realtà molto articolata. Apparentemente le sue funzioni sembrano limitarsi alla gestione dei tweet pubblicati. Hootsuite in realtà può gestire e monitorare tutte le funzioni del social di riferimento, in questo caso twitter.
Oltre alle classiche opzioni di gestione tweet infatti, possiamo impostare delle colonne specifiche per monitorare ciò che succede online, registrare le citazioni del proprio account, funzione utile per gestire il brand ma non per fare outreach, oppure per registare i diversi aggiornamenti realtivi alle keyword che ci interessano. In pratica suggerendo una determinata key di ricerca a Hootsuite, il tool scansionerà le centinaia di tweet pubblicati e noi potremmo avere uno stream dedicato alle parole che ti interessano, e incanalare tutti gli aggiornamenti utili.
Tra i tool più importanti troviamo sicuramente Smartlook video. Il tool in questione permette di vedere tutti i movimenti, di qualsiasi utente capiti sul nostro sito. Un video ci mostrerà esattamente i movimenti del mouse, i click, i tap sullo schermo di smartphone e tablet dei nostri utenti.
In una sorta di voyerismo digitale sarà possibile analizzare i propri punti di forza e individuare le zone d’ombra della nostra piattaforma online.
Come si struttura Smartlook video. Sulla destra della schermata troviamo una lista delle pagine visualizzate dal nostro utente in tutta la sessione. In alto la timeline che ci permette di spostarci facilmente da una parte all’altra del video, e al centro il video stesso. Il video, cuore del progetto smartlook, è molto accurato e riesce a mostrarci esattamente tutto ciò che accade sullo schermo del nostro utente. Ma ancora pià importante ci permetterà di visualizzare cosa il cliente non reputa interessante, cosi da “correggere in corsa” la nostra strategia di promozione online.
Smartlook è uno degli strumenti più utili per chi ha un sito internet, grazie al suo utilizzo infatti ci è permesso di monitorare esattamente cosa ha fatto un visitatore dal momento in cui è entrato nel nostro sito fino al momento in cui è uscito. Il tutto attraverso una pratica e intuitiva registrazione video.
In questo modo sarà possibile scoprire diversi dati di comportamento degli utenti. Sarà possibile scoprire dove il visitatore si è soffermato, quale pagine ha aperto, se ha riscontrato errori nel nostro sito, cosa ha visitato prima di acquistare un prodotto. In pratica tutto il percorso di acquisto può essere monitorato e quindi migliorato eliminando i problemi di usabilità.

Un’altra funzione interessante di smartlook è quella di poter scoprire da dove il visitatore è entrato nel nostro sito. Sapere se l’utente è entrato nel nostro funnel da un social media invece cha da un altro, se invece la visita è il risultato di una ricerca organica su Google, sono tutti dettagli che se analizzati possono aiutare a migliorare il business del sito.
Installare smartlook è estremamente semplice. Bisogna prima registrarsi sul sito di smartlook completamente gratuito, la registrazione e l’uso è completamente gratuito per tutti quei siti che non raggiungono le 20.000 visite al mese. Se la piattaforma sulla quale è realizzato il vostro sito è un cms come wordpress, vi basterà installare il plugin e inserire il codice fornito subito dopo la registrazione al sito. Se invece non utilizzate cms basterà inserire il codice allo stesso modo di come avete inserito il codice di Google Analytics.
Google Analytics è il servizio gratuito di Google che permette di monitorare un sito web fornendo dati statistici approfonditi. Attraverso il monitoraggio di un sito è possibile comprendere i comportamenti degli utenti e apportare quindi tutte le modifiche necessarie, così da rendere il sito web ancora più performante.
Per utilizzare Google Analytics necessario dotarsi di una casella di posta su Gmail, cosi da accedere ai servizi di Analytics. Una volta effettuato l’accesso sul portale di Analytics sarà possibile creare un nuovo account e ottenere un ID di monitoraggio.
Una volta ottenuto il numero ID o lo Script bisogna inserirlo all’interno delle pagine web da monitorare. Per quanto riguarda i siti sviluppati con CMS è sufficiente scaricare e installare un plugin con cui semplificare la procedura.
Dopo aver inserito il codice di monitoraggio il sito web comincerà ad essere analizzato da Analytics. Per avere la certezza che Google Analytics e sito web siano si stiano effettivamente interfacciando è sufficiente, mentre navigate sul sito, accedete a Google Analytics e andate in> in tempo reale> panoramica. Qui sono infatti registrate tutte le attività e le visite che si stano compiendo sul sito, in tempo reale.
Utilizzando Analytics la prima schermata che si osserverà sarà la panoramica del sito che si sta monitorando. In questa schermata è possibile individuare: il numero totale di sessioni nello spazio temporale scelto; il numero di utenti che hanno visualizzato il sito; il numero di pagine che sono state visualizzate; quante pagine vengono visualizzate in media durante una sessione; il tempo che gli utenti in media passano sul sito; la frequenza di rimbalzo, ovvero se un utente entra ed esce dalla stessa pagina senza interagire con essa e senza visualizzare altre pagine del sito; la percentuale delle prime visite.
I tool che abbiamo analizzato vengono spesso usati in modalità PC. Ma le rispettive aziende hanno sviluppato anche le App per le rispettive versioni mobili.
I progressi nella qualità delle applicazioni mobili hanno infatti costretto tutte le principali aziende del settore a implementare le proprie applicazioni per mobile. L’evoluzione della tecnologia e della società ha fatto scoppiare una vera e propria rivoluzione nell’interazione degli utenti attraverso i propri dispositivi mobili. I telefoni cellulari, da semplici strumenti di comunicazione base, si sono trasformati in computer, con cui è possibile svolgere diverse attività professionali. L’usabilità, e la possibilità di svolgere un compito in qualunque parte del mondo ci si possa trovare, semplicemente utilizzando il proprio smartphone, è diventata un caratteristiche fondamentale di un app di successo.

12 - Tool monitoraggio Semrush SeoZoom Alexa Google Analytics
I Social Media, e più in generale il mondo del web, non sono canali su cui è possibile improvvisare. Attraverso social e siti web, è possibile costruire una reputazione solida, ma è anche possibile subire degli attacchi di odio telematico, di negative seo, di azioni che hanno lo scopo ultimo di rovinare la reputazione dell’azienda e di incrinarne il business.
Un’azienda che voglia presenziare il web, deve per forza di cose avere una strategia online che preveda un continuo e costante monitoraggio. Ma, nonostante ciò, uno degli errori più frequenti che si fanno sul web è proprio quello di pensare che fare monitoraggio significhi semplicemente analizzare le proprie attività sui Social. In verità, e i tool di monitoraggio chi vi presentiamo a seguire lo dimostrano, il lavoro di monitoraggio, è un’attività fondamentale. Solo grazie ad un monitoraggio costante e mirato infatti è possibile scoprire, e tenere sotto controllo, le keyword di ricerca, i link (anche e soprattutto quelli tossici) che puntano al sito in esame, quali chiavi di ricerca permettono ai competitor di avere più traffico organico. Se volessimo utilizzare dei termini non tecnici, potremmo anche affermare che i tool di monitoraggio consentono di mirare sugli obiettivi e di concentrare le forze senza essere costretti ad andare a tentativi per ottenere qualche risultato.
Semrush è oggi, con buona probabilità è un tra i migliori tool di monitoraggio esistenti al mondo. Grazie all’uso di Semrush sarà possibile non solo conoscere i dati relativi alla posizione che un sito occupa sulla SERP di Google, ma anche diversi altri dati relativi alle parole chiave indicizzate, alle key che si deciderà di monitorare con più attenzione, quanti e quali siti linkano il sito in analisi e come lo fanno. SEMRush inoltre permette di capire cosa stanno facendo i diretti concorrenti sul web, come si stanno muovendo, che risultati ottengono, e quindi di contrastare le loro mosse. La possibilità di monitorare con attenzione le attività dei concorrenti, è sicuramente uno dei grandi punti di forza di Semrush. Per questi motivi la tool di monitoragio in esame risulta essere particolarmente indicata per tutti coloro che si occupano di marketing in modo professionale, ma anche ai copywriter, ai content manager.
L’applicativo nato per soddisfare le esigenze di tutti gli amanti di AdWords e di tanti Sem Specialist in erba è divenuto piano piano un fedelissimo compagno anche di chi si occupa di SEO.
Seozoom. Nella nostra personale presentazione dei tool dedicati al monitoraggio online non poteva mancare l’italianissimo SeoZoom. Lanciato sul mercato poco tempo fa da un’azienda partenopea, la Seocube, Seozoom permette di analizzare diversi aspetti della presenza online di un sito web; dal posizionamento sui motori di ricerca al contenuto presente nel sito, fino ai consigli da seguire per aumentare la visibilità online (funzione presente anche su semrush nella funzione seoideas).
Attualmente SEOZoom, per quanto riguarda il mercato italiano, è il software di monitoraggio con il più alto numero di parole chiave italiane (circa 20 milioni contro le 12 del competitor più vicino). Ma non solo. Seozoom, è oggi l’unico prodotto in grado di offrire una così ampia gamma di opportunità per quanto riguarda il settore linguistico. Sono infatti centinai i blogger i i giornalisti che quotidianamente utilizzano il tool di monitoraggio progettato dalla Seocube. Il motivo? É semplice. Essendo progettato da tecnici e seo italiani, Seozoom, ha sicuramente un occhio di riguarda per le tante particolarità linguistiche della nostra lingua. Dettagli che in ambito nazionale fanno la differenza.
Alexa, un’azienda nata nel 1966. Sussidiaria di Amazon dal 1999 e si occupa di statistiche a livello mondiale sul traffico Internet. Nel 2002, nel 2003 e nel 2006 la società strinse accordi, rispettivamente, con Google (attualmente non più partner Alexa), con Open Directory Project e con Live Search. Nel 2006 Alexa cominciò ad operare sul mercato globale in maniera autonoma, specializzandosi come motore di ricerca. Oggi possiamo definire il core business Alexa come, fornire informazioni sui siti web anche ad altri motori di ricerca.
Come opera Alexa. Alexa classifica i siti web a livello mondiale basandosi soprattutto sulle visite dei navigatori che utilizzano la così detta “Alexa Toolbar”. Tale sistema, dettaglio caratterizzante Alexa, è anche il suo più grande difetto. Negli ultimi tempi sono state infatti numerose le polemiche che hanno riguardato Alexa e la sua toolbar. Secondo i critici potrebbero bastare pochi utenti con installata una “Alexa Tolbar” a classificare in positivo un sito a prescinderne dalla qualità.
Un concetto che non rispetta sicuramente i dettami di Google per quanto riguarda l’indicizzazione dei siti web di qualità. Un altro pesante inconveniente riguarderebbe la possibilità per i webmaster di manovrare a proprio vantaggio il ranking di Alexa.
Nel corso delle presentazioni, abbiamo più volte citato il tool di monitoraggio di casa Google. Google Analytics è il servizio gratuito messo a disposizione da Google che permette di visualizzare tramite un apposito pannello di controllo, tutte le statistiche inerenti alle persone che visualizzano il un sito web. Gli indicatori che mette a disposizione Google Analytics sono veramente tantissimi e sarebbe riduttivo cercare di elencarli. Grazie al tool di Analytics è possibile monitorare e tenere traccia di tutte le statistiche di un sito web.
Es: Se nel corso di un’attività di linkbuilding, si dovesse redigere un testo per un blog terzo, e all’interno del testo fosse inserito un link al sito analizzato da Analytics, il tool sarebbe in grado di individuare esattamente quanti e quali sono gli utenti che sono “atterrati” sulla pagina grazie a quell’articolo.

13 - Video First! Webinar, Webcast, Spot, Video Tutorial.
Mark Zuckerberg talks up Facebook's 'video first' strategy - USA Today 2 Novembre 2016

Venticinque anni fa non avremmo mai immaginato un mondo in cui si potesse ricevere una formazione professionale continua di qualità, seduti comodamente nel salotto di casa. Oggi invece è possibile scegliere di seguire una vasta gamma di corsi online. Il panorama del web è ricco di webinar, videotutorial, webcast. Un’offerta formativa spesso caratterizzata dalla qualità.
Il boom della formazione digitale, nato con la crisi della formazione classica, sta conoscendo in questi ultimi anni una grossa diffusione. Anni in cui agli strumenti tradizionali per l’apprendimento, si sono affiancati i webinar, videotutorial, webcast. Le prime lezioni registrate in formato video si sono già potute vedere ai tempi delle VHS, ma ora, grazie a internet, la loro diffusione ne è facilitata e ampliata a dismisura. Nati negli Stati Uniti, dove la formazione tramite video didattici è già diffusa da diversi anni, il fenomeno si sta espandendo a macchia d’olio in tutto il mondo, diffondendosi grazie ai suoi tanti punti di forza.
Il formato digitale solo apparentemente freddo e distaccato, presenta infatti alcuni importanti punti forti. Grazie a questo nuovo modo di fare e ricevere formazione, è possibile ottimizzare tempi, metodi e costi. Ma non solo, la diffusione di Videotutorial, webinar, webcast ha permesso a migliaia di studenti di ogni età di assistere alle lezioni dei miglior insegnanti al mondo, che altrimenti sarebbero impossibile da raggiungere. Per il docente si presenta invece l’occasione di dare il meglio e di potersi presentare a un’audience più amplia.
Video Tutorial. Un Video Tutorial è la forma forse più semplice di formazione digitale. Non è altro che una lezione on-line su di un determinato argomento. Grazie alla sempre maggiore diffusione di social network che fanno ampio utilizzo dei video ed immagini, e la recente esplosione del fenomeno video su Facebook e Instagram ne è la prova, la creazione e la fruizione dei Video Tutorial è divenuta una prassi comune. Da gioco spesso si è passati a vera e propria formazione. I tutorial hanno rivoluzionato il concetto stesso di formazione e aggiornamento rendendo inoltre più semplice e immediata la circolazione delle conoscenze.
Webinar Il webinar se ci atteniamo alla parola composta (da web e da seminar) è un seminario sul web. Una serie di lezioni a cui è possibile partecipare semplicemente tramite una connessione web. Lo strumento dei “teleseminari” è spesso utilizzato per condurre riunioni a distanza, corsi di formazione o presentazioni aziendali, nei quali ciascun partecipante accede da un proprio computer. A differenza dei webcast, i webinar sono un vero e proprio sistema interattivo. I webinar sono caratterizzati da un alto di interazione tra i parteciapanti, discostandosi cosi acnroa di più dall’idea di lezione frontale. Come partecipare ai Webinar. La partecipazione può avere luogo scaricando un programma apposito, oppure semplicemente collegandosi, previo invito) ad una applicazione web tramite un collegamento . Il messaggio quindi puà essere bidirezionale. I contenuti possono arrivare sia da parte del “docente” sia da parte degli utenti.
Webcast. Se ci attenessimo al linguaggio della telecomunicazione il termine webcast significherebbe semplicemente una trasmissione di un segnale audio o video sul web per mezzo della Rete Internet in modalità client-server. La connessione e la possibilità di seguire l’evento, può essere libera e aperta a tutti, oppure accessibile con una password o pagando un costo di connessione. A differenza del webinar il webcast non è caratterizzata da interazione. Il messaggio segue sempre lo stesso percorso.

14 - Come aumentare il flusso sulla piattaforma e-commerce?
Contatta Francesco

15 - Il comportamento speculativo del consumatore: la trappola per l’imprenditore.
Come si comporta il cliente e cosa influenza la sua scelta quando ha la possibilità di poter acquistare lo stesso prodotto, con le medesime garanzie pre e post vendita, ma con prezzi differenti?
Inevitabilmente il cliente sceglierà chi vende il prodotto al prezzo più basso.

Per andare incontro a questo tipo di comportamento l'imprenditore si sente costretto, per adeguarsi alla concorrenza, ad abbassare il prezzo del suo prodotto. Magari di 50 centesimi rispetto al prezzo di listino del suo competitor.
E così via. In un’ipotetica, ma probabile, corsa al ribasso. Fino al al punto in cui il guadagno per l’imprenditore risulterà praticamente inesistente.
Una tendenza che con la diffusione del web e dell’E-commerce rischia di far crollare i guadagni. Sono infatti diversi i di siti web che mettono a confronto i prezzi dei prodotti, “aiutando” l’utente a risparmiare sull’acquisto di un prodotto.
Questi siti, il caso del sito web Trovaprezzi è solo uno dei tanti, nati per soddisfare il bisogno del cliente di trovare soddisfazioni alle proprie necessita in pochi e semplici passaggi, spendendo il meno possibile di si sono diffusi propri per assecondare il comportamento d’acquisto di molti clienti.
Quindi non possiamo fare altro che assecondare il comportamento d’acquisto dei clienti e “combattere” i nostri concorrenti usando la leva del prezzo più basso?
Alcuni, tra cui l’azienda francese Vinatis, sembra che abbiano deciso di assecondare
questa corso al ribasso dei prezzi, dichiarando nel loro codice di comportamento all’articolo 12, come l’azienda si impegna a rimborsare al cliente l’eventuale differenza di prezzo tra i suoi prezzi e quelli applicati dai suoi concorrenti.

“Entro un termine di 10 giorni di calendario dalla data di consegna degli articoli comprati sul sito WWW.VINATIS.COM, l'azienda VINATIS prende l'impegno di rimborsare qualsiasi differenza di prezzo constatata sui suddetti articoli comprati per i quali il cliente avrebbe notato una differenza di prezzo a suo svantaggio. Questa garanzia si applica quando un prodotto esattamente identico (stesso produttore/domaine/château, stessa annata, stesso colore, stessa dimensione, stessa origine certificata)..”
Una strategia di marketing dal sicuro appeal ma dal rischio non sottovalutabile. Se contemporaneamente allo sconto applicato infatti, l’azienda non riuscisse ad ottenere lo stesso sconto da parte dei suoi fornitori si configurerebbe una situazione di perdita economica. Gli introiti diminuiranno inevitabilmente, anche in proporzione alle vendite eventualmente in aumento.
Il comportamento speculativo del consumatore non si può evitare, è insito nell’animo del cliente. L’imprenditore per contrastarlo, o per meglio dire, per attenuarlo deve semplicemente conoscerlo e interpretarlo. Magari cercando di anticipare le scelte del cliente. Capire quel tipologia di clientela è più influenzata da questo comportamento d’acquisto è importante per capire quali strade utilizzare per uscire dall’impasse del prezzo più basso a tutti i costi.

Una via d’uscita è sicuramente quella di non entrare in competizione sul prezzo con gli altri imprenditori. Partendo da questo presupposto.
Capire quale prodotto attrae fortemente un determinato segmento di clienti e inserirlo all’interno di un’offerta con altri servizi (assistenza post vendita, garanzia sul prodotto estesa). In questo modo sarà possibile fare in modo che il prezzo più alto, rispetto alla concorrenza, sia giustificato agli occhi del cliente da altri fattori.